Quel piatto della speranza…

Un piatto color mela verde…fondo.

piatto verde

Il piatto verde della speranza…

Cosa potrà mai avere in comune un piatto con Legione del Sole?…E più strano ancora con la nostra beneamata speranza, che viene testè scomodata? Si, certo, ne abbiamo gran bisogno (soprattutto in tempo di crisi), ma non penso che possano servircela in un piatto: forse ora lo facciamo e… Beh, potremmo trovare molto semplicemente il nesso contemplando che il sottoscritto Cyrus, portavoce dei Legionari, possa essere un inguaribile visionario. E così avremo soddisfatto la vostra curiosità e concluso la nostra trattazione ancora prima che possa essere esposta. Ma a noi interessa servire il piatto, per cui direi che possiamo cominciare…

Piatto verde mela, come uno tra i tanti suoi fratelli, comprati in serie in uno di quei grossi centri che vendono mobili molto caratteristici, presenti in tutto il mondo e le cui origini hanno tradizione nordica. La confezione da otto fondi e otto piani era piuttosto pesante, piatti tosti, durano a lungo: l’idea di produrre qualcosa che debba avere un tempo breve di vita è contro i nostri principi. L’idea è invece che il prodotto sia utile, rispettoso verso la natura e che duri nel tempo (bando al bieco consumismo). Il protagonista del racconto è il piatto fondo e con esso tutti i suoi fratelli gemelli. Sembrava carino visto in esposizione e anche a tavola la sua figura la faceva. Mi sono accorto utilizzandolo, di qualcosa a cui inizialmente non davo peso: capitava spesso che a cucinare fossi solo ed il piatto abbastanza capiente – calibrato per l’amico di Asterix – sembrava comunicarmi tristemente che il cibo in esso contenuto era pochino, e trovandomi solo a tu per tu con l’amico piatto potevo sentire molto meglio i suoi messaggi, che diversamente non percepivo quando ero in compagnia. Ah, la solitudine. Può giocare brutti scherzi. Molto meglio desinare in compagnia, si metabolizza tutto meglio. Il cibo stesso si sentiva triste a contatto col piatto amareggiato: un vortice di pensieri si generavano in me, che comunicavano una volontà di cambiamentoComunque non tutto il mal vien per nuocere e vedremo perchè. Nel tempo il rapporto con questi piatti fondi è diventato sempre meno sostenibile e funzionale, al punto che anche per mangiare la pasta spesso utilizzavo i loro fratelli piani, e quando usavo il fondo non c’era molta convinzione. Su di esso ormai capeggiava un’alone di insoddisfazione che rendeva la sua presenza in cucina quasi inutile, superflua. Il piatto fondo color mela verde sembrava essere sempre meno desiderato da me, a tal punto che spesso mi cadeva, si scheggiava, e purtroppo, anche da un punto di vista economico, ci sono stati due decessi. Però per natura sono portato al dialogo e a discutere delle problematiche per trovare soluzioni, e mai ad

piatto verde pieno

Un mix di buon cibo, contenuto dai bordi protettivi, quasi materni…il cibo simpatizza col piatto

abbandonare il colpo senza prima averle tentate tutte. E fu così che un giorno, solo in cucina (quando non ci sono figli o compagna), colto dal dubbio se usare il fondo piuttosto che il piano per un mix di cereali e riso, pensai al fondo (come normalmente si confà per un primo di riso) e percepii che esso  mi diceva:” Puoi riempirmi col tuo solito ettuccio di cereali, misero salutista dei miei stivali, ma potresti metterci dentro anche quei bei fagioli cannellini che vedo pronti sulla dispensa che sicuramente intendi divorarti…Così mi hai riempito e mi hai dato la possibilità di esistere per lo scopo per cui sono nato. Ci voleva tanto, testa quadra??!!” Vedete, si impara sempre qualcosa quando ci mettiamo pazientemente ad ascoltare e non vi rinunciamo alle prime avvisaglie di problematiche in arrivo. Successivamente la vita in cucina cambiò: si è generato

salto amorevole

Un bel salto amorevole…verso la condivisione della vita con il prossimo, con ciò che ci circonda…jump

un salto, un passaggio ad una nuova relazione tra me e i piatti fondi, che mentre pochi giorni prima sembravano inutili, sono poi entrati, con gioia mia e di tutta la cucina, nella normale routine quotidiana per tutti i pranzi in cui sia possibile usarli. Il piatto fondo ha riconquistato la sua dignità ed una maggior considerazione da parte mia. Ma la motivazione che ha fatto propendere per un concreto ripensamento sull’utilizzo del piatto fondo è stata ulteriormente ispirata da un rapido flash in cui vedevo l’utilità dei bordi alti del piatto che mi aiutavano nel riempire meglio il cucchiaio per poi essere imboccato (mangiato, portare il cibo alla bocca). In questo caso il piatto fondo rivelava la sua utilità, oltre che per contenere cibi liquidi (tipo scodella, per cui esplica al meglio la sua funzione), anche nel caso di cibi solidi: raccogliendo riso e fagioli col cucchiaio o la forchetta giocare di sponda con i bordi rialzati è un grande aiuto. Probabilmente in un paese con tradizioni culinarie differenti il problema non sarebbe mai sorto, perchè già in uso da tempo e da tempo affinate queste tecniche culinarie. Quindi il poter mettere più varietà di cibo nel piatto e il gioco di sponda sono le due motivazioni che hanno portato ad un cambiamento di valutazione da parte mia: si è diffusa più armonia in cucina, sono spariti inutili dubbi e incertezze, si cucina meglio e siamo tutti più sereni. Forse non ce ne rendiamo conto, ma tutto ciò che ci circonda può comunicare con noi, o meglio siamo noi che possiamo entrare in comunicazione con il mondo in cui viviamo; in particolare gli oggetti, le macchine, gli attrezzi ecc…, che noi pensiamo come inanimati, in realtà contengono l’impronta di ciò per cui sono stati creati, contengono un quid dell’umano che li ha progettati e costruiti. Essi ci condizionano e noi dobbiamo esserne consapevoli, imparare ad entrare in comunicazione anche con loro e creare un buon rapporto, attraverso l’amore incondizionato e l’esercizio della consapevolezza; altrimenti, inconsciamente, ci facciamo plasmare dal concetto primordiale che essi rappresentano e la nostra essenza verrebbe influenzata troppo, al punto da diventare schiavi del mezzo che abitualmente utilizziamo. Attiviamo sempre la consapevolezza. Vedremo in seguito come migliorare in questo percorso.

Un piatto di speranza, che vuole aiutarci a migliorare i rapporti con il mondo in cui viviamo: tutto ciò che ci circonda, tutto ci deve aiutare nel perseguire il cammino verso la realizzazione della nostra vita, lungo il sentiero della Triade di Luce, attraverso la consapevolezza della Grande Visione. Semplicemente quel piatto che mi stava creando degli strani pensieri e piccoli blocchi, mi ha consentito di aprirmi ad una rivelazione: che spesso ci creiamo delle false convinzioni, le quali ci condizionano la vita e tal punto da impedirci di vedere gli aspetti importanti, utili e positivi di qualsiasi cosa, persona, situazioni che stanno vivendo con noi, o con le quali abbiamo spesso dei contatti. Ma c’è per tutti una speranza: possiamo attuare un cambiamento e attivare processi di miglioramento. Sta a noi volerlo e la speranza è sempre l’ultima forza che ci abbandona.

piccolo salto

Un piccolo salto…senza paure, perchè guidati dalla forza dell’amore…skyfall

E’ un piccolo salto, un passo in avanti, potremmo quasi dire che sia la base per l’origine di una nuova specie, come esposto nelle teorie scientifiche del mutazionismo o saltazionismo: evoluzione della specie che procede per salti. Da non sottovalutare, anche se per noi sarebbe sufficiente la fondazione di una nuova civiltà. Dici poco! A volte per “mutare mente” e attivare un cambiamento positivo ad un bel salto ci si arriva, ma diviene quasi naturale, non ce ne accorgiamo…Signori e signore un bel salto è consigliato….

Piatto fondo color mela verde, sei la nostra speranza!!!

Buone cose a voi,

Legsol