Barbetta furbetta ($ – €)

Simboli che governano?

capra

Per tutti coloro che sparlano di me…

Facciamo un semplice collegamento tra la barbetta di una capretta e i simboli dell’euro € e del dollaro $: solo come significante, giusto per introdurre l’argomento “simboli”. Secondo noi un nesso c’è. Ebbene si, consentiteci di raccontare come la pensiamo, in modo molto breve e semplice (perchè più in là non ci arriviamo…) in merito ai simboli. La capra, con la caratteristica sua barbetta, viene indicata nelle sette e massonerie a noi conosciute, come simbolo del demonio. Prendiamo spunto da questo animale e cominciamo a ragionare…

Torniamo alle origini: con un salto indietro nel tempo possiamo renderci conto di come tali animali erano di vitale importanza per la vita delle comunità che hanno popolato la terra in quelle epoche e che erano addirittura venerati come simboli di vitalità, forza, fertilità ecc…da civiltà importanti, a partire dai Sumeri, quella a noi più nota tra le antiche, e tale era anche per la religione pagana, prima che arrivasse quella  cristiana, che impose la negatività alla nostra beneamata capra e celebrava invece la pecora, quindi gregge col pastore, agnello di Dio e via dicendo. La capretta ci è simpatica, non centra nulla con l’antipatico diavolo, con tutto ciò che rappresenta il male o la negatività, eppure essa tutt’oggi rappresenta ancora un simbolo molto potente utilizzato da sette e massonerie (Templari compresi). Ma il nocciolo della questione stà proprio qui: da cosa deriva la forza, la potenza dei simboli? I simboli sono dei segnali molto efficaci per comunicare, infatti sono stati i primi ad essere usati nel lontano passato: contengono i due elementi, significante e significato. Semplificando potremmo dire la forma ed il suo contenuto. La nostra società vive di simboli, che troviamo ovunque buttiamo l’occhio: per strada, nei luoghi pubblici, nei giornali e nelle riviste. Osserviamo simboli in continuazione, i quali hanno sicuramente una certa influenza su di noi, in quanto anche senza che noi lo vogliamo, la loro immagine entra nella nostra mente attraverso il significante e quando è entrata automaticamente si libera il suo significato. Che fregatura! Ma il significato si libera se noi lo conosciamo, se qualcuno ci informa e ci istruisce in merito, altrimenti per noi la capretta resterà sempre quel simpatico animale che ci consente di avere del buon latte (a chi piace) e dell’ottimo formaggio (idem), sicuramente più sani di quelli di mucca (allevate industrialmente…con le caprette è più difficile) e non la vedremo sicuramente come se fosse Satana. I simboli svolgono la loro funzione se riescono a suggestionare la gente, ossia trasferendo il loro contenuto. La pubblicità, la propaganda, la ripetizione visiva in ogni momento ottengono lo scopo di trasferire il messaggio e condizionare/suggestionare ogni mente che viene colpita, a meno che  subentri un certo grado di consapevolezza nelle persone bersagliate. I simboli possono governare un popolo: a partire dalle religioni (politeiste, come il paganesimo o monoteiste, come il cristianesimo), alla propaganda nazista e la sua croce uncinata (svastica, simbolo solare), oppure l’occhio che tutto vede (l’occhio

  1. occhio che tutto vede

    Quale potrà essere la suggestione  per l’inconsapevole cittadino che usa tale banconota?

    di Dio) che è quello rappresentato sulle banconote da un dollaro, e sembra risaputo essere un simbolo massonico (Illuminati). A prescindere dal fatto che i simboli vengano utilizzati da religioni, sette, lobby, confraternite, massonerie, ossia da gruppi di persone di vario genere, possiamo fare una riflessione:

-tutte queste categorie scelgono di usare simboli (immagini)

-il simbolo trasferisce il messaggio facilmente e arriva con facilità a tante persone (è un immagine, solo i ciechi non la vedono e non possono essere suggestionati)

-tutte queste categorie hanno l’obiettivo di raggruppare persone che hanno compreso il messaggio del simbolo

-attraverso i simboli unisci la gente creando consensi

-la gente viene manipolata mentalmente attraverso i simboli

-la gente manipolata si sottomette al potere costituito che si serve del simbolo

Il simbolo è potente perchè suggestiona chi si fà da esso plagiare. Ma non è detto che sia sempre negativo farsi suggestionare: infatti pensiamo che sia meglio essere ipnotizzati consapevolmente, seguendo una nostra volontà e non una subdola, che ci viene imposta. Il cartone animato della Heliofant “I, PEAT GOAT II” è un esempio di come un mondo di simboli venga usato unito in sinergia a suoni e musiche suggestive, dai media che vogliono convincerci della validità del simbolismo che ovviamente fa comodo a loro, a coloro che gestiscono il potere e quindi i media stessi di cui si servono. Tutte le immagini che arrivano all’individuo devono essere portatrici di un medesimo messaggio suggestivo: la creazione di un modello di realtà in cui la gente deve credere, affinchè si abbandoni a seguire le regole dettate dal sistema, piuttosto che risvegliare la grande forza vitale, la vera essenza che è dentro di noi. Ci vogliono scollegare dalla fonte che ci dona la

Triade di Luce

Ecco…tanto per parlare di simboli…il nostro è utilizzato con lo scopo di trasferire messaggi positivi…TRIADE DI LUCE

vita, cosicchè risulta sempre più difficile trovare soluzioni alternative (triade di luce) al modello sociale proposto, che ci relega ad essere schiavi di un sistema economico-finanziario finalizzato alla globalizzazione. Business. Ecco il nesso tra la barbetta della capretta e i simboli € e $: il simbolismo che serve per generare ricchezza ai pochi che gestiscono il potere. Il seguito va ricollegato a quanto si diceva del cinematografo.

Cartone animato: provate ora a dare un occhiata a questo video, che troverete nell’articolo del link proposto più sotto, in cui compare subito la nostra capretta. E’ molto probabile che il suo target siano i bambini, i quali poco o nulla sanno di simbolismo, però riconoscono sicuramente alcune figure e personaggi; il che viene tutto associato e registrato nella loro mente. Per i bambini probabilmente, ma anche per adulti ignari del significato dei simboli (la maggior parte della gente), la suggestione più forte sarà data dalle musiche associate ad azioni dei personaggi e da cadenze ansiogene di battiti che ricordano quelli cardiaci: i simboli in questo caso non agiscono, entra in funzione solo il significante. Ma quando poi qualcuno spiega il significato dei simboli rappresentati ecco che il significante esplode e condiziona la mente del giovane, dell’adulto o quant’altri abbiano comunque fissato nella mente (spesso inconsciamente) i simboli in questione. La cosa importante è cominciare a far registrare i simboli nella mente delle persone, poi tramite i media diffondere dei significati da associare ai simboli e così creare la percezione di mondi nuovi tra la gente. Ci sarà poi qualcuno (tipo il nostro scrittore dell’articolo considerato) che divulgherà informazioni in merito a lobby, sette o massonerie segrete: sono i nostri complottisti e cospirazionisti, i quali raccontano di una verità nascosta che ha però bisogno di essere svelata, altrimenti non avrebbe modo di esistere. Questo è il loro compito, ed in sostanza alimentano e concretizzano quello che è il disegno di ” governance” del sistema di potere. Il nostro pensiero è che in questi ultimi tempi, l’nformazione dilagante tende a rendere le persone più consapevoli di come funzionano i meccanismi sociali e del potere che li gestisce, e quest’ultimo deve articolare manovre e strategie sempre più subdole per poter continuare il suo cammino e consolidarsi sempre più, augurandoci tuttavia che esso non decida per la scelta più nefasta per i popoli, ossia di avventurarsi nel percorso di guerra.

http://it.paperblog.com/il-simbolismo-esoterico-del-video-virale-i-pet-goat-ii-1272062/

In questo articolo, alla luce di quanto esposto, emergono due considerazioni su cui riflettere, e che sembrano una doppia presa per i fondelli:

-il giornalista che scrive fà un commento molto articolato e dimostra di avere una buona (supponiamo) conoscenza del simbolismo esoterico e massonico; quindi ci sta informando, sta programmando il nostro cervello per far scattare il meccanismo del significato dei simboli, diffonde conoscenza (pensiamo noi) in merito ad argomenti di cui tutti possiamo fare a meno per vivere la nostra vita. Ma ormai questa spazzatura l’abbiamo immagazzinata, e solo con la consapevolezza possiamo tenerla a bada, fare in modo che si neutralizzi, evitando che generi ansie, preoccupazioni e paure.

-il giornalista sottolinea parole tipo falce, martello, cappello ecc…con riferimenti a siti commerciali che vendono questi prodotti. A quale scopo? Sarà consapevole del meccanismo e se ne approfitta pubblicizzando la vendita di martelli? E’ probabile che abbia mangiato la foglia e si sia allineato con la mentalità del potere, per cui tutto deve servire per alimentare il business! Mah..ai posteri…

Domanda: possiamo considerare questo articolo interessante perchè ci consente di fare queste riflessioni, ma una grande bufala per il suo vero significato? Noi di Legione propendiamo per una lettura del significato un pò filtrata. Ben lieti se qualche lettore voglia proporre le sue riflessioni in merito e riesca a farci cambiare

Teschio rosso il nazista...il gioco della lotta tra il bene ed il male...creare un nemico fa sempre comodo a chi governa un popolo.

Teschio rosso il nazista…il gioco della lotta tra il bene ed il male…creare un nemico fa sempre comodo a chi governa un popolo.

idea. Date un’occhiata a cosa è riuscito a portare il simbolismo esoterico nel XX° secolo…che si è poi tramandato anche nei fumetti della Marvel col mitico Cap. America.

Occhio ai simboli e buone cose,

Legsol

 

 

 

Quel piatto della speranza…

Un piatto color mela verde…fondo.

piatto verde

Il piatto verde della speranza…

Cosa potrà mai avere in comune un piatto con Legione del Sole?…E più strano ancora con la nostra beneamata speranza, che viene testè scomodata? Si, certo, ne abbiamo gran bisogno (soprattutto in tempo di crisi), ma non penso che possano servircela in un piatto: forse ora lo facciamo e… Beh, potremmo trovare molto semplicemente il nesso contemplando che il sottoscritto Cyrus, portavoce dei Legionari, possa essere un inguaribile visionario. E così avremo soddisfatto la vostra curiosità e concluso la nostra trattazione ancora prima che possa essere esposta. Ma a noi interessa servire il piatto, per cui direi che possiamo cominciare…

Piatto verde mela, come uno tra i tanti suoi fratelli, comprati in serie in uno di quei grossi centri che vendono mobili molto caratteristici, presenti in tutto il mondo e le cui origini hanno tradizione nordica. La confezione da otto fondi e otto piani era piuttosto pesante, piatti tosti, durano a lungo: l’idea di produrre qualcosa che debba avere un tempo breve di vita è contro i nostri principi. L’idea è invece che il prodotto sia utile, rispettoso verso la natura e che duri nel tempo (bando al bieco consumismo). Il protagonista del racconto è il piatto fondo e con esso tutti i suoi fratelli gemelli. Sembrava carino visto in esposizione e anche a tavola la sua figura la faceva. Mi sono accorto utilizzandolo, di qualcosa a cui inizialmente non davo peso: capitava spesso che a cucinare fossi solo ed il piatto abbastanza capiente – calibrato per l’amico di Asterix – sembrava comunicarmi tristemente che il cibo in esso contenuto era pochino, e trovandomi solo a tu per tu con l’amico piatto potevo sentire molto meglio i suoi messaggi, che diversamente non percepivo quando ero in compagnia. Ah, la solitudine. Può giocare brutti scherzi. Molto meglio desinare in compagnia, si metabolizza tutto meglio. Il cibo stesso si sentiva triste a contatto col piatto amareggiato: un vortice di pensieri si generavano in me, che comunicavano una volontà di cambiamentoComunque non tutto il mal vien per nuocere e vedremo perchè. Nel tempo il rapporto con questi piatti fondi è diventato sempre meno sostenibile e funzionale, al punto che anche per mangiare la pasta spesso utilizzavo i loro fratelli piani, e quando usavo il fondo non c’era molta convinzione. Su di esso ormai capeggiava un’alone di insoddisfazione che rendeva la sua presenza in cucina quasi inutile, superflua. Il piatto fondo color mela verde sembrava essere sempre meno desiderato da me, a tal punto che spesso mi cadeva, si scheggiava, e purtroppo, anche da un punto di vista economico, ci sono stati due decessi. Però per natura sono portato al dialogo e a discutere delle problematiche per trovare soluzioni, e mai ad

piatto verde pieno

Un mix di buon cibo, contenuto dai bordi protettivi, quasi materni…il cibo simpatizza col piatto

abbandonare il colpo senza prima averle tentate tutte. E fu così che un giorno, solo in cucina (quando non ci sono figli o compagna), colto dal dubbio se usare il fondo piuttosto che il piano per un mix di cereali e riso, pensai al fondo (come normalmente si confà per un primo di riso) e percepii che esso  mi diceva:” Puoi riempirmi col tuo solito ettuccio di cereali, misero salutista dei miei stivali, ma potresti metterci dentro anche quei bei fagioli cannellini che vedo pronti sulla dispensa che sicuramente intendi divorarti…Così mi hai riempito e mi hai dato la possibilità di esistere per lo scopo per cui sono nato. Ci voleva tanto, testa quadra??!!” Vedete, si impara sempre qualcosa quando ci mettiamo pazientemente ad ascoltare e non vi rinunciamo alle prime avvisaglie di problematiche in arrivo. Successivamente la vita in cucina cambiò: si è generato

salto amorevole

Un bel salto amorevole…verso la condivisione della vita con il prossimo, con ciò che ci circonda…jump

un salto, un passaggio ad una nuova relazione tra me e i piatti fondi, che mentre pochi giorni prima sembravano inutili, sono poi entrati, con gioia mia e di tutta la cucina, nella normale routine quotidiana per tutti i pranzi in cui sia possibile usarli. Il piatto fondo ha riconquistato la sua dignità ed una maggior considerazione da parte mia. Ma la motivazione che ha fatto propendere per un concreto ripensamento sull’utilizzo del piatto fondo è stata ulteriormente ispirata da un rapido flash in cui vedevo l’utilità dei bordi alti del piatto che mi aiutavano nel riempire meglio il cucchiaio per poi essere imboccato (mangiato, portare il cibo alla bocca). In questo caso il piatto fondo rivelava la sua utilità, oltre che per contenere cibi liquidi (tipo scodella, per cui esplica al meglio la sua funzione), anche nel caso di cibi solidi: raccogliendo riso e fagioli col cucchiaio o la forchetta giocare di sponda con i bordi rialzati è un grande aiuto. Probabilmente in un paese con tradizioni culinarie differenti il problema non sarebbe mai sorto, perchè già in uso da tempo e da tempo affinate queste tecniche culinarie. Quindi il poter mettere più varietà di cibo nel piatto e il gioco di sponda sono le due motivazioni che hanno portato ad un cambiamento di valutazione da parte mia: si è diffusa più armonia in cucina, sono spariti inutili dubbi e incertezze, si cucina meglio e siamo tutti più sereni. Forse non ce ne rendiamo conto, ma tutto ciò che ci circonda può comunicare con noi, o meglio siamo noi che possiamo entrare in comunicazione con il mondo in cui viviamo; in particolare gli oggetti, le macchine, gli attrezzi ecc…, che noi pensiamo come inanimati, in realtà contengono l’impronta di ciò per cui sono stati creati, contengono un quid dell’umano che li ha progettati e costruiti. Essi ci condizionano e noi dobbiamo esserne consapevoli, imparare ad entrare in comunicazione anche con loro e creare un buon rapporto, attraverso l’amore incondizionato e l’esercizio della consapevolezza; altrimenti, inconsciamente, ci facciamo plasmare dal concetto primordiale che essi rappresentano e la nostra essenza verrebbe influenzata troppo, al punto da diventare schiavi del mezzo che abitualmente utilizziamo. Attiviamo sempre la consapevolezza. Vedremo in seguito come migliorare in questo percorso.

Un piatto di speranza, che vuole aiutarci a migliorare i rapporti con il mondo in cui viviamo: tutto ciò che ci circonda, tutto ci deve aiutare nel perseguire il cammino verso la realizzazione della nostra vita, lungo il sentiero della Triade di Luce, attraverso la consapevolezza della Grande Visione. Semplicemente quel piatto che mi stava creando degli strani pensieri e piccoli blocchi, mi ha consentito di aprirmi ad una rivelazione: che spesso ci creiamo delle false convinzioni, le quali ci condizionano la vita e tal punto da impedirci di vedere gli aspetti importanti, utili e positivi di qualsiasi cosa, persona, situazioni che stanno vivendo con noi, o con le quali abbiamo spesso dei contatti. Ma c’è per tutti una speranza: possiamo attuare un cambiamento e attivare processi di miglioramento. Sta a noi volerlo e la speranza è sempre l’ultima forza che ci abbandona.

piccolo salto

Un piccolo salto…senza paure, perchè guidati dalla forza dell’amore…skyfall

E’ un piccolo salto, un passo in avanti, potremmo quasi dire che sia la base per l’origine di una nuova specie, come esposto nelle teorie scientifiche del mutazionismo o saltazionismo: evoluzione della specie che procede per salti. Da non sottovalutare, anche se per noi sarebbe sufficiente la fondazione di una nuova civiltà. Dici poco! A volte per “mutare mente” e attivare un cambiamento positivo ad un bel salto ci si arriva, ma diviene quasi naturale, non ce ne accorgiamo…Signori e signore un bel salto è consigliato….

Piatto fondo color mela verde, sei la nostra speranza!!!

Buone cose a voi,

Legsol

1 MAGGIO

ARTICOLO 1

fiume che scorre

Con serenità osserviamo lo scorrere…torniamo alle origini

Ci capita a volte di fermarci qualche attimo e di vedere scorrere il fiume della nostra vita, magari pochi minuti, abbiamo un flash per un’emozione, una gioia o un dispiacere, e rapidamente riusciamo a tornare indietro nel tempo e osservare dove la nostra mente ci riporta. Scopriamo da dove è partita la causa del nostro stato emozionale e abbiamo fatto chiarezza, arriva luce nel nostro presente. Tornare alle origini ci aiuta a capire, in tutte le situazioni che la vita ci propone nel presente, qui e adesso. A volte è un automatismo, a volte lo facciamo coscientemente, con volontà. Tutti noi, come gruppo o società, dovremmo imparare a focalizzarci sulle origini: chiederci il perchè stiamo vivendo una certa situazione. Quando stiamo serenamente osservando il fiume davanti a noi e vediamo scorrere dell’acqua che non è più limpida e trasparente, ma torbida e nera, cominciamo a risalire il corso del fiume fino ad arrivare nel punto dove l’acqua arriva chiara e limpida, e riparte sporca: in quel punto si nasconde l’elemento che causa l’inquinamento del fiume. Qui dovremo focalizzare l’attenzione per poter risolvere il nostro problema. C’è un’origine in tutto ciò che è manifesto sulla terra.  L’art. 1 della Costituzione italiana potrebbe nella sua banale apparenza nascondere l’origine di alcune problematiche che sta vivendo il popolo italiano? Essendo il numero 1 dovrebbe essere il più fondamentale dei fondamentali, e da persone non addette ai lavori, quindi poco competenti in materia, ci concediamo comunque il lusso di fare alcune semplici osservazioni in merito.

La nostra Costituzione deriva dallo Statuto Albertino. Esso venne promulgato il 4 marzo del 1848 dal re Carlo Alberto di Savoia, e rimase anche con la fondazione del Regno d’Italia il 17 marzo 1861 con re Vittorio Emanuele II che diventa re d’Italia. Il capo di Stato Enrico De Nicola promulga il 27 dicembre 1947 la Costituzione della Repubblica Italiana, che entra in vigore dal 1° gennaio 1948 e sostituisce lo Statuto Albertino rimasto in vigore per quasi cento anni. Nel periodo successivo l’Italia riparte con la ricostruzione per la rinascita del dopoguerra e riprende a funzionare tutto il settore industriale, con la nascita di tante nuove aziende e la ripresa di quelle già esistenti, ma danneggiate o bloccate dalla guerra appena finita. Il popolo italiano deve lavorare e tanti investimenti arrivano dall’estero per consentire la ripresa dell’economia italiana. Nell’art. 1 della nostra

lavoro alienante

Troviamo dignità nel lavoro…?

Costituzione si afferma che l’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro: noi ci chiediamo se il lavoro sia un valore tanto importante sul quale si possa fondare uno Stato. Forse sarebbe più appropriato per la fondazione di una fabbrica, allora sì che il lavoro diventa l’aspetto principale e fondante. Lo Stato italiano ci considera in primis dei lavoratori, siamo suoi dipendenti. E’ veramente assurdo. Qui qualcosa non quadra. Noi cittadini vorremmo vivere in una società i cui valori fondanti siano il diritto all’esistenza, alla vita libera e dignitosa, in cui i valori umani siano rispettati e tutelati dallo Stato. Come esempio già nel 1945 era nata la Carta delle Nazioni Unite e successivamente nel dicembre del 1948 viene redatta la Dichiarazione universale dei diritti umani promossa dall’ONU: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti. Essi sono dotati di ragione e di coscienza e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza.” Possiamo dire che sia stato un grande passo per l’umanità, dopo le atrocità sperimentate con la seconda Guerra Mondiale. Anche in Italia potevamo ricominciare bene, e qualcuno ha pensato di gettare le basi del nostro futuro come nazione sul fatto che dovevamo essere tutti principalmente dei lavoratori, il lavoro come principio fondante la nostra società. Ci hanno preparato per l’attuale modello economico neoliberista sul quale si basa la Globalizzazione, con la ricerca sempre e comunque del massimo profitto possibile. Quindi il lavoro diventa un modello sociale attraverso cui viene generata ricchezza per pochi: lo Stato italiano è fondato su una legge che sancisce questo diritto, per pochi. Ma noi ci chiediamo se lavorare esclusivamente per generare ricchezza che non viene poi utilizzata per migliorare le condizioni di vita di coloro che l’hanno generata (spesso finisce nei paradisi fiscali), se sia questo un valore tale da essere da tutti condiviso e accettato ed inserito nell’art. 1 della nostra Costituzione. Forse un pensierino in merito lo dovremmo fare, alla luce della situazione penosa in cui versa lo Stato italiano, fondato su un lavoro che non c’è: questa diventa immoralità, perchè il nostro Stato dovrebbe garantire lavoro a tutti e adempiersi totalmente nel ripristino delle condizioni economiche tali che possano creare le condizioni lavorative per tutti i suoi cittadini. Per ora l’Italia si sta sgretolando e le sue fondazioni poggiano sulla massiccia e crescente disoccupazione. Meditiamo sull’articolo 1 della Costituzione italiana. Se qualche giurista o esperto volesse darci parere, ben venga.

Considerazione conclusiva: il lavoro non è stato inventato da dio. Il lavoro diventa un’attività rispettabile se fonda la sua essenza nel creare un ambiente vivibile per tutti, dove aiutare la vita a vivere sia la priorità: gratificare noi che lo svolgiamo, ma che non sia dannoso, penalizzante o letale per il nostro prossimo. Quando il lavoro si mette al servizio di un modello economico consumistico estremo, le conseguenze sono quelle attuali sotto gli occhi di tutti. Ciò detto, qualche domanda sorge spontanea: ma il concetto del lavoro esprime un valore di talmente elevata caratura da essere considerato un valore universale (o meglio mondiale)? La concezione del lavoro si equivale per tutti i popoli della Terra? Proviamo a lasciarci andare a qualche riflessione e non trascuriamo un pò di svago con un piccolo viaggio in Australia, alla ricerca delle origini…

fiume

La risalita è impegnativa, ma può portare tanta gioia.

Risaliamo il fiume della nostra vita e impariamo a ricercare con coraggio e onestà: le origini ci portano luce, chiarezza e consapevolezza. Questo ci aiuta per attivarci verso piccoli cambiamenti e ci prepariamo a percorrere il cammino verso la Grande Visione.

Buon 1° maggio a tutti i cittadini italiani e non, lavoratori e non. Ma ci si augura che a festeggiare sia sempre la dignità umana, e che l’amore incondizionato vinca sempre

 

Legsol