Verso il centro della Galassia

 

cavallo pazzo

Cavallo Pazzo e la Grande Visione.

Come sempre, non smetteremo mai di ricordarlo, l’obiettivo è quello di percepire,mantenere ed inseguire la grande visione. Stiamo anche pensando di preparare un calendario per un futuro prossimo: calendario Legsol. Vedremo.

 

 

SI PARTE…

Ora faremo un viaggio. In poche righe e con poco tempo (che esiste solo relativamente) ci serviamo della nostra immaginazione alzandoci in volo per lasciare il pianeta Terra e osservandolo nei suoi contorni ci allontaniamo, ci sembra sempre più blu (così si dice…il

il pianeta blu

Chi ha la fortuna di poter osservare la Terra dallo spazio, la vede blu…essendo la sua superficie per il 70% coperta d’acqua.

Pianeta Blu), ammirando nel suo complesso il nostro sistema solare, con il sole che splende ed emana luce per tutti i suoi pianeti che gli ruotano attorno: siamo in compagnia, che bello non sentirsi soli e nemmeno sempre al centro dell’attenzione (Copernico che istruisce Tolomeo e Galileo che conferma il tutto con il suo cannocchiale). Nello sfondo nero dello spazio circostante è bello osservare infinite oasi di luce, come stelle, quasar, pulsar, che spesso si radunano nel formare grandi ammassi luminosi, come costellazioni, nebulose,  galassie, oppure corpi oscuri, come pianeti, satelliti, asteroidi e alcune nebulose. Ci rendiamo conto che lontani da madre Terra esistono altri mondi, con altre realtà, che potrebbero essere simili a quella terrestre o completamente diverse. Realistiche entrambe, nel senso che nessuno le conosce, ma esistono concretamente, salvo il dover sbugiardare tutta l’astronomia e l’astrofisica che studiano appunto queste realtà da noi apparentemente molto lontane, in realtà più vicine di quanto si possa immaginare: questo viaggio ce lo conferma. Non ci soffermiamo poi nel considerare quanti astrologi resterebbero senza lavoro e quante persone, dalle più istruite a quelle più semplici, rimarrebbero deluse per la dissoluzione della loro profonda identità zodiacale. Immersi nello spazio interstellare e affascinati dai toni di luci, ombre e variazioni pittoriche di colori dovute ai corpi celesti, ci stiamo dirigendo verso la zona centrale della nostra galassia, la Via Lattea…

via lattea

Via Lattea, la nostra galassia dovrebbe apparire così…ma nessuno ancora è riuscito a fotografarla…provate voi ad allontanrvi fino ad inquadrarla per  farle una foto!

con un diametro di 100mila anni luce (A.L) e con un nucleo da cui il sistema solare dista 26mila A.L. Sono misure che quotidianamente la maggior parte della gente non è abituata ad immaginare, ma sembra che esistano. E mentre noi ci stiamo dirigendo verso il centro galattico (che sembra non essere un buco nero, come molti scienziati sostengono), osserviamo una nube di gas e polveri che viaggia nella medesima direzione, avente una massa 3 volte quella della Terra. E’ la Nube G2 (cloud 2), che sta per essere soggetta alle forze mareali (forze di attrazione tra i grandi corpi celesti) del nucleo galattico. Già nel 2002 venne scoperta – qualcuno sostiene nel 2006, anche tra gli scienziati aleggia un clima di rivalità e concorrenza – e che siano gli astrofisici della Germania (Istituto Max Planck) o quelli del South Carolina con Peter Anninos e Sthepen Murray, possiamo dire che solo ultimamente se ne parla, poche informazioni e poca divulgazione, in quanto sembra proprio che stia per arrivare il momento del contatto. Noi che stiamo viaggiando verso il centro della galassia stiamo per essere testimoni di questo evento: G 2 sta per avvicinarsi molto al nucleo. Le forze in gioco potrebbero modificare questa nube – che tra l’altro sembra contenere una nana bruna, se non due, non si riesce a valutare bene quali le masse in gioco – e una probabile conseguenza di questa interazione potrebbe essere la produzione di radiazioni cosmiche, o addirittura una Super-Onda galattica (a detta del fisico P. La Violette) se la G2 – che ancora non conosciamo bene – raggiungesse la massa critica. La Superonda si propagherebbe verso i confini della galassia con conseguenze che ancora forse non siamo in grado di immaginare, o forse si. Nel passato qualcosa di simile deve essere già accaduto. Mentre noi viaggiatori dello spazio osserviamo questo spettacolo cosmico, ci rendiamo conto di come siamo veramente piccoli nei confronti dell’Universo che ci circonda e come la nostra vita acquista significato se noi la inquadriamo entro i confini terrestri, il mondo da cui è nata, la nostra madre Terra. Non vogliamo fare una trattazione scientifica, non siamo astrofisici, però il nostro viaggio ci porta a riflettere in merito a delle realtà che esistono, indipendentemente dalla nostra piccola e limitata visione della vita. Lo scontro tra G2 ed il nucleo galattico è tema discordante – ovviamente come sempre – tra i vari istituti di ricerca e scienziati, ma si prospetta sicuramente a partire da settembre 2013, con data probabilità tra gennaio e maggio 2014, quindi come mese di riferimento teniamo marzo 2014. Ora staremo a vedere cosa succederà: già in Italia i primi sei mesi dell’anno 2013 si presentano piuttosto anomali dal punto di vista climatico. Che possa essere un effetto di radiazione cosmica dovuto alla G2 che si sta avvicinando al nucleo galattico? Con questo articolo potrebbe sembrare che Legione voglia fare del terrorismo, ma come già abbiamo spiegato noi siamo per la riflessione costruttiva e la paura è un elemento che non ci compete, non serve molto per il cammino verso la consapevolezza. Serve però essere realisti, onesti con noi stessi e saper guardare la realtà con sincerità: fosse anche vero che possa arrivare la superonda galattica (pensiamo che sia un ipotesi ancora remota) perchè fingere e negare? Non siamo pronti mentalmente per affrontare simili pensieri, ma la via c’è: la consapevolezza di essere parte della natura che ci ospita, di appartenere a cicli vitali e cosmici. La triade di luce ce lo insegna con l’amore incondizionato, energia vitale che genera la vita stessa, che si integra con la natura e con la luce che tutto ha generato. Giunti ad avere la capacità mentale di accettare l’esistenza di fenomeni naturali e di varia entità catastrofica l’umanità

higlander

…erano immortali, ma ne è rimasto uno…

sarebbe ancora così stolta dal voler vivere una vita centrata su futili valori, che portano lontano anni luce dalla consapevolezza che dona la vera immortalità, quella che deriva dalla fusione della nostra vita con quella della natura che ci circonda, quindi la luce? Quando diventi un immortale hai risolto tutti i tuoi problemi e la tua vita acquista sempre più significato nella misura in cui puoi essere utile alla vita: tanti sono i modi in cui farlo, ognuno può scegliere il proprio, ma la via è sempre quella…la Triade di Luce. Ora la domanda è: COME DIVENTARE IMMORTALE?

Beh, un viaggio verso il centro della galassia già l’avete fatto, e se siete ancora vivi è buona cosa. Ora tornando nella realtà affrontiamo giorno dopo giorno la nostra vita cercando sempre di agire secondo la triade di luce, la consapevolezza che apparteniamo alla vita, che ha bisogno di essere aiutata a vivere: noi siamo la vita, noi siamo l’universo…noi siamo immortali. Capire di appartenere alla vita

energie cosmiche

Cicli cosmici di energie…la vita è energia…tutto si trasforma

significa essere consapevoli dell’immortalità dell’energia vitale: la nostra esistenza appartiene ai cicli cosmici di trasformazione. Nel momento in cui viviamo la nostra esistenza dobbiamo focalizzare le energie che alimentano la vita. Molto semplice. Però nella realtà risulta difficile. Certo, perchè la società in cui viviamo è centrata su dei modelli falsati, che portano l’essere umano a focalizzarsi su disvalori che negano il pieno manifestarsi delle forze vitali degli esseri umani. Siamo inglobati in una matrix che ci impedisce di raggiungere appieno la nostra immortalità, e noi inconsapevolmente alimentiamo questa matrix. Qui entrano in gioco l’economia e la finanza, che fanno la parte di Satana, ma non ne siamo consapevoli. La scienza cerca di spiegare i fenomeni della natura e ha delle sue regole universali e verificabili, l’economia e la finanza che si ergono a scienza, non possono essere considerate tali, in quanto sono soggette a variabili che dipendono dall’animo umano, che è variabile e volubile in base alle problematiche che deve affrontare nella vita. Ne parleremo.

 

Il nostro viaggio dal pianeta Terra al centro della galassia (diatriba tra gli scienziati che sia o meno un buco nero) ci ha fatto riflettere anche sul cammino verso l’immortalità (che per voi possa essere un buco nero o meno…mah, non sta a noi segnalarlo): come diceva Einstein tutto è relativo, dipende dai punti da cui si osserva il fenomeno. Secondo Legione la cosa importante è agire sempre per il bene della vita. Arriveremo alla consapevolezza della grande visione e quindi alla fondazione di una nuova civiltà.

Abbiate fede, quella che sposta le montagne.

Buone viaggio e un doveroso saluto a Margherita Hack,

Legsol

 

 

 

Quel piatto della speranza…

Un piatto color mela verde…fondo.

piatto verde

Il piatto verde della speranza…

Cosa potrà mai avere in comune un piatto con Legione del Sole?…E più strano ancora con la nostra beneamata speranza, che viene testè scomodata? Si, certo, ne abbiamo gran bisogno (soprattutto in tempo di crisi), ma non penso che possano servircela in un piatto: forse ora lo facciamo e… Beh, potremmo trovare molto semplicemente il nesso contemplando che il sottoscritto Cyrus, portavoce dei Legionari, possa essere un inguaribile visionario. E così avremo soddisfatto la vostra curiosità e concluso la nostra trattazione ancora prima che possa essere esposta. Ma a noi interessa servire il piatto, per cui direi che possiamo cominciare…

Piatto verde mela, come uno tra i tanti suoi fratelli, comprati in serie in uno di quei grossi centri che vendono mobili molto caratteristici, presenti in tutto il mondo e le cui origini hanno tradizione nordica. La confezione da otto fondi e otto piani era piuttosto pesante, piatti tosti, durano a lungo: l’idea di produrre qualcosa che debba avere un tempo breve di vita è contro i nostri principi. L’idea è invece che il prodotto sia utile, rispettoso verso la natura e che duri nel tempo (bando al bieco consumismo). Il protagonista del racconto è il piatto fondo e con esso tutti i suoi fratelli gemelli. Sembrava carino visto in esposizione e anche a tavola la sua figura la faceva. Mi sono accorto utilizzandolo, di qualcosa a cui inizialmente non davo peso: capitava spesso che a cucinare fossi solo ed il piatto abbastanza capiente – calibrato per l’amico di Asterix – sembrava comunicarmi tristemente che il cibo in esso contenuto era pochino, e trovandomi solo a tu per tu con l’amico piatto potevo sentire molto meglio i suoi messaggi, che diversamente non percepivo quando ero in compagnia. Ah, la solitudine. Può giocare brutti scherzi. Molto meglio desinare in compagnia, si metabolizza tutto meglio. Il cibo stesso si sentiva triste a contatto col piatto amareggiato: un vortice di pensieri si generavano in me, che comunicavano una volontà di cambiamentoComunque non tutto il mal vien per nuocere e vedremo perchè. Nel tempo il rapporto con questi piatti fondi è diventato sempre meno sostenibile e funzionale, al punto che anche per mangiare la pasta spesso utilizzavo i loro fratelli piani, e quando usavo il fondo non c’era molta convinzione. Su di esso ormai capeggiava un’alone di insoddisfazione che rendeva la sua presenza in cucina quasi inutile, superflua. Il piatto fondo color mela verde sembrava essere sempre meno desiderato da me, a tal punto che spesso mi cadeva, si scheggiava, e purtroppo, anche da un punto di vista economico, ci sono stati due decessi. Però per natura sono portato al dialogo e a discutere delle problematiche per trovare soluzioni, e mai ad

piatto verde pieno

Un mix di buon cibo, contenuto dai bordi protettivi, quasi materni…il cibo simpatizza col piatto

abbandonare il colpo senza prima averle tentate tutte. E fu così che un giorno, solo in cucina (quando non ci sono figli o compagna), colto dal dubbio se usare il fondo piuttosto che il piano per un mix di cereali e riso, pensai al fondo (come normalmente si confà per un primo di riso) e percepii che esso  mi diceva:” Puoi riempirmi col tuo solito ettuccio di cereali, misero salutista dei miei stivali, ma potresti metterci dentro anche quei bei fagioli cannellini che vedo pronti sulla dispensa che sicuramente intendi divorarti…Così mi hai riempito e mi hai dato la possibilità di esistere per lo scopo per cui sono nato. Ci voleva tanto, testa quadra??!!” Vedete, si impara sempre qualcosa quando ci mettiamo pazientemente ad ascoltare e non vi rinunciamo alle prime avvisaglie di problematiche in arrivo. Successivamente la vita in cucina cambiò: si è generato

salto amorevole

Un bel salto amorevole…verso la condivisione della vita con il prossimo, con ciò che ci circonda…jump

un salto, un passaggio ad una nuova relazione tra me e i piatti fondi, che mentre pochi giorni prima sembravano inutili, sono poi entrati, con gioia mia e di tutta la cucina, nella normale routine quotidiana per tutti i pranzi in cui sia possibile usarli. Il piatto fondo ha riconquistato la sua dignità ed una maggior considerazione da parte mia. Ma la motivazione che ha fatto propendere per un concreto ripensamento sull’utilizzo del piatto fondo è stata ulteriormente ispirata da un rapido flash in cui vedevo l’utilità dei bordi alti del piatto che mi aiutavano nel riempire meglio il cucchiaio per poi essere imboccato (mangiato, portare il cibo alla bocca). In questo caso il piatto fondo rivelava la sua utilità, oltre che per contenere cibi liquidi (tipo scodella, per cui esplica al meglio la sua funzione), anche nel caso di cibi solidi: raccogliendo riso e fagioli col cucchiaio o la forchetta giocare di sponda con i bordi rialzati è un grande aiuto. Probabilmente in un paese con tradizioni culinarie differenti il problema non sarebbe mai sorto, perchè già in uso da tempo e da tempo affinate queste tecniche culinarie. Quindi il poter mettere più varietà di cibo nel piatto e il gioco di sponda sono le due motivazioni che hanno portato ad un cambiamento di valutazione da parte mia: si è diffusa più armonia in cucina, sono spariti inutili dubbi e incertezze, si cucina meglio e siamo tutti più sereni. Forse non ce ne rendiamo conto, ma tutto ciò che ci circonda può comunicare con noi, o meglio siamo noi che possiamo entrare in comunicazione con il mondo in cui viviamo; in particolare gli oggetti, le macchine, gli attrezzi ecc…, che noi pensiamo come inanimati, in realtà contengono l’impronta di ciò per cui sono stati creati, contengono un quid dell’umano che li ha progettati e costruiti. Essi ci condizionano e noi dobbiamo esserne consapevoli, imparare ad entrare in comunicazione anche con loro e creare un buon rapporto, attraverso l’amore incondizionato e l’esercizio della consapevolezza; altrimenti, inconsciamente, ci facciamo plasmare dal concetto primordiale che essi rappresentano e la nostra essenza verrebbe influenzata troppo, al punto da diventare schiavi del mezzo che abitualmente utilizziamo. Attiviamo sempre la consapevolezza. Vedremo in seguito come migliorare in questo percorso.

Un piatto di speranza, che vuole aiutarci a migliorare i rapporti con il mondo in cui viviamo: tutto ciò che ci circonda, tutto ci deve aiutare nel perseguire il cammino verso la realizzazione della nostra vita, lungo il sentiero della Triade di Luce, attraverso la consapevolezza della Grande Visione. Semplicemente quel piatto che mi stava creando degli strani pensieri e piccoli blocchi, mi ha consentito di aprirmi ad una rivelazione: che spesso ci creiamo delle false convinzioni, le quali ci condizionano la vita e tal punto da impedirci di vedere gli aspetti importanti, utili e positivi di qualsiasi cosa, persona, situazioni che stanno vivendo con noi, o con le quali abbiamo spesso dei contatti. Ma c’è per tutti una speranza: possiamo attuare un cambiamento e attivare processi di miglioramento. Sta a noi volerlo e la speranza è sempre l’ultima forza che ci abbandona.

piccolo salto

Un piccolo salto…senza paure, perchè guidati dalla forza dell’amore…skyfall

E’ un piccolo salto, un passo in avanti, potremmo quasi dire che sia la base per l’origine di una nuova specie, come esposto nelle teorie scientifiche del mutazionismo o saltazionismo: evoluzione della specie che procede per salti. Da non sottovalutare, anche se per noi sarebbe sufficiente la fondazione di una nuova civiltà. Dici poco! A volte per “mutare mente” e attivare un cambiamento positivo ad un bel salto ci si arriva, ma diviene quasi naturale, non ce ne accorgiamo…Signori e signore un bel salto è consigliato….

Piatto fondo color mela verde, sei la nostra speranza!!!

Buone cose a voi,

Legsol

La Grande Visione

Un benvenuto a colui che legge. Stiamo inaugurando lo spazio dedicato a “La Grande Visione” (LGV).

cavallo pazzo

Cavallo Pazzo e la Grande Visione.

Ebbene di cosa si tratta? E’ probabile che noi di Legsol si passi per dei pazzi visionari…ci piace anche così e vogliamo subito tranquillizzare gli appassionati di fumetti  dicendo che non parleremo del mitico personaggio della Marvel Comics. Invece affermiamo con estrema convinzione (come sempre) che LGV debba rappresentare per tutti gli uomini di buona volontà il punto di arrivo per per iniziare una partenza. Ambiguo, ma non troppo. E ora ci spieghiamo. Parliamo di una tappa intermedia, la meta per tutte quelle persone che vogliano intraprendere un cammino di crescita consapevole, seguendo quei pochi, chiari e semplici principi che emanano dalla Triade di Luce. Principi forse troppo semplici, chiari e di facile comprensione affinchè possano essere creduti, rispettati, presi in considerazione con doverosa serietà, in quanto in una società complessa come la nostra la semplicità non sempre si può vendere, non sempre si schiera dalla parte di chi vuole il profitto, o semplicemente la gestione del potere. Siamo comunque e sempre convinti che il profitto ed il potere intesi con equità possano decisamente convivere anche con le idee di Legsol. Avremo modo di chiarire durante il nostro cammino.

Ma torniamo a noi, alla nostra grande, stupefacente visione. Essendo l’essere umano destinato a lunga vita (come lo era ai tempi di Matusalemme o lo è tuttora per gli Hunza del Pakistan), ci si pone la domanda per come poterla vivere in gioia e salute, considerando che si sta vivendo un’epoca di totale sfruttamento di risorse (non sono infinite) del pianeta e che la popolazione è in continuo aumento. Come fare per vivere tutti felici, contenti e con pari dignità? La preoccupazione pervade in primis le menti più istruite, coloro che possono osservare dall’alto la situazione di criticità o di benessere dei vari popoli, sono gli uomini di potere e i politici che governano gli stati. Secondariamente a cascata, le informazioni arrivano a coloro che hanno la volontà e la possibilità di reperirle, come giornalisti, studiosi e uomini di ricerca, e sicuramente con minor probabilità tali informazioni arriveranno al popolo degli Hunza, dislocato nelle valli del Pakistan settentrionale. Gli Hunza come gli Amish, e tante altre popolazioni risentiranno molto meno delle problematiche legate alle crisi economiche,finanziarie ed energetiche tipiche della società consumistica, in quanto le loro società sono fondate su valori più semplici e concreti, in simbiosi con la natura e di rispetto delle sue leggi. Non stiamo qui dicendo che per non avere la preoccupazione della vita futura sulla terra si debbano imitare gli Amish, gli Hunza, i Boscimani, gli Indios Yanomami e tante altre popolazioni che vivono fuori dal circuito dell’economia mondiale, ma che coloro che giustamente si preoccupano sono quelle persone che conoscono il problema e che per ora inevitabilmente lo generano, spesso anche incoscientemente. Anzi, per la maggior parte delle persone è così. Continuano, o meglio continuiamo (ci siamo anche noi…stiamo usando il pc) ad alimentare la causa del nostro male, accettando l’idea della comodità, della futilità,dell’irrilevanza, dell’opulenza, della tecnologia sfruttata principalmente per l’etica del facile profitto. Ci ritroviamo in circuito tale per cui la società ci plasma a sua immagine e noi generiamo questa immagine, perchè noi offriamo terreno fertile dove possono essere coltivati i (non) valori più miseri e deplorevoli dell’essere umano. Siamo noi stessi che gettiamo le basi da cui emergeranno i problemi che tanto critichiamo: ci facciamo prendere per la gola, la comodità e la bellezza ci attraggono. Bene, ma non esageriamo. Valutiamo in base al rispetto per la vita e per la natura. E’ molto semplice: le regole della convivenza mondiale devono articolarsi nel rispetto di queste due entità, la cui esistenza esula ancora dalle nostre comprensioni. Queste due entità possono esistere grazie all’arrivo sulla terra di una forza fenomenale, racchiusa dentro i raggi del nostro sole: la luce. Ecco perchè per Legione del Sole diventa importante che gli esseri umani responsabili di aver contribuito a generare ed alimentare quel sistema sociale privo di veri valori arrivino a capire la Triade di Luce, che diventa strumento utile e necessario per realizzare il cambiamento dentro ciascuno di noi e che di conseguenza si riflette anche nella società che noi formiamo e di cui siamo parte vitale. Questa è la Grande Visione, la prima tappa del nostro cammino verso la consapevolezza: è giusto essere preoccupati per il futuro dell’umanità, ma è inutile lamentarsi, arrabbiarsi, trovare un nemico o un capro espiatorio quando tutto può dipendere da noi stessi. Creare un nemico da combattere significa allontanarsi dalla soluzione del problema. Potremmo dire che il nemico è sempre dentro di noi: per questo motivo ci dobbiamo illuminare dentro, col lanternino scovare ed eliminare piccole o grandi paure che abitano nel nostro profondo. Sono loro la causa del nemico che vediamo nella realtà e sul quale scarichiamo la responsabilità dei problemi che si generano. E’ un modo per trovare un alibi e condividere le nostre insicurezze e frustrazioni per non affrontare una nostra realtà interiore un pò scomoda e che potrebbe farci soffrire. Quindi ogni volta che vediamo uno scontro, un conflitto, una guerra, possiamo vedere tante paure irrisolte che si sono materializzate a livello di gruppo o società. Quando  ciascuno di noi sarà giunto a comprendere la Grande Visione, avrà il compito di trasferirla ad altri, e più menti saranno in grado di vedere la Grande Visione e più vicini saremo alla realizzazione di una nuova civiltà. Ogni persona vive la sua giornata creandola e dipingendola come farebbero uno scultore e un pittore, in base agli stati d’animo e ai condizionamenti esterni, che entrambi si condizionano: esiste comunque sempre uno spazio nostro personale dove scegliamo cosa fare, cosa pensare e come agire. Un rifugio dove coltiviamo la nostra essenza e contempliamo la nostra vita, le aspirazioni, i desideri, le ambizioni: coltiveremo anche buoni propositi nei confronti della vita e della natura, tenendo in considerazione la forza generata dalla capacità di amare, l’amore universale incondizionato. Come abbiamo già detto (e ne riparleremo) ciò richiede anche di fare chiarezza in merito ai valori da proporre e da coltivare, perchè la LGV richiede principalmente questo, diversamente non esisterebbe consapevolezza, si resterebbe fermi nella situazione attuale e non ci sarebbe quel processo di crescita che la vita ci sta chiedendo. Siamo noi che stiamo devastando la vita sulla terra, siamo noi che dobbiamo provvedere. Una società formata da persone che riescano a comprendere l’importanza della Grande Visione, è una forza prorompente verso il cambiamento desiderato. Sentirsi parte attiva di questo grande film non può che regalarci gioie e soddisfazioni, perchè spesso nella vita basta un semplice pensiero, coltivato giorno dopo giorno, e come la goccia scava la pietra anche tutte quelle persone che desiderano un mondo migliore, con la giusta e operosa pazienza potranno contribuire a realizzarlo.

In sintesi la Grande Visione rappresenta un film di come potrebbe essere una società futura, fondata sui valori che Legione del Sole propone in relazione alla Triade di Luce. Questo film deve essere formato dai vari fotogrammi ottenuti dai nostri quadretti di vita quotidiana, che ciascuno di noi si dipinge ed in ognuno dei quali sono focalizzati con energia i valori importanti in cui desideriamo credere e che vorremmo diffondere. Ogni giorno vissuto regalando buone azioni e pensieri propositivi a favore della vita e della natura rappresenta un passo avanti nel cammino verso la consapevolezza di quella che diventerà poi la Grande Visione: raggiunta la massa critica inevitabilmente la Grande Visione si tramuterà nella Grande Realtà. Sicuramente non saranno tempi brevi, ma la cosa importante è sapere di essere sulla giusta strada,e con la forza dell’amore in cui crediamo il nostro cuore sarà sempre pieno di gioia. Questa gioia sarà contagiosa e dovrà scatenare un’epidemia tra la gente, affinchè ogni persona possa vivere normalmente la propria vita, ma allo stesso tempo essere carica di energia per la gioia di contribuire con tanta altra gente a realizzare la propria vita ed un futuro migliore. E’ lì da vedere questo film, ma dobbiamo essere in grado di proiettarlo quotidianamente: la Grande Visione, regia del sottoscritto che se lo sta proiettando. Produzione propria esentasse. Quale migliore occasione.

La terra è unica per tutti e per tutti la vita (quella fisica) è un viaggio di sola andata, meglio se fatto in un bell’ambiente, in salute ed in buona compagnia. E come le onde del mare scorrono incuranti del tempo, il vento continua soffiare, il sole sorge  e tramonta instancabile, anche noi proseguiamo il nostro viaggio e abbandoniamoci a tre minuti di relax…ascoltiamoci Bertoli!!…no, non è tempo perso…per noi il tempo si perde nell’infinita eternità dell’universo… Ci lasciamo con la frase di un personaggio che ha avuto il suo peso: “due cose sono infinite, l’universo e la stupidità umana, solo della prima non sono sicuro”. (A. E)

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Buon viaggio e alla prossima,

Legsol